Legalità e trasparenza

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QUI! Financial Services SpA

Certificato Rating di Legalità Antitrust AGCM
Certificato IMEL Banca d’Italia

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Luigi Ferretto
Presidente Cda
Attilio Serrone
Amministratore Delegato

Silvia Mignatti – Consigliere
Daniele Corsini – Consigliere
Daniele Cabiati – Consigliere


COLLEGIO SINDACALE

Carlo Castelli – Presidente
Filippo Salomone – Sindaco
Giancarlo Strada – Sindaco

L’Autorizzazione di Banca d’Italia ad operare come IMEL (Istituto di Moneta Elettronica) concessa nel giugno 2014 a QUI! Financial Services S.p.A. ha necessitato il superamento delle previste verifiche giuridiche, legali ed economiche nei confronti della Governance del Gruppo QUI! e del suo Presidente da parte dei relativi Organi di Vigilanza.

La creazione di una sezione dedicata alla Corporate Governance rappresenta un’azione di responsabilità dell’azienda nei confronti dei cosiddetti “portatori di interesse” ed è in linea con gli obiettivi raggiunti dal Gruppo. In particolare, con l’ottenimento dell’autorizzazione concessa alla finanziaria del Gruppo, QUI! Financial Services Spa da Banca d’Italia ad operare come IMEL (Istituto di Moneta Elettronica); certificazione ottenuta nel giugno 2014, a distanza di due anni dall’autorizzazione, per la stessa società ad operare come Istituto di Pagamento e che ha necessitato il superamento di una serie di verifiche giuridiche, legali ed economiche relative al business, alla Governance del Gruppo ed al suo Presidente

Un’ulteriore prova di trasparenza e responsabilità per le attività del Presidente e del Gruppo, che già nel 2013 ha ottenuto il “Rating di Legalità”, introdotto con il decreto cresci Italia (art. 5- ter, dl n. 1/2012, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, legge 24 marzo 2012, n. 27), sottoponendo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato tutta la documentazione necessaria, tra cui certificato antimafia del Gruppo, del Presidente e dei Consiglieri nonché un’autocertificazione sul rispetto dei Protocolli di legalità del Ministero dell’interno. Per l’ottenimento del rating è necessario che nei confronti dell’impresa, dei propri amministratori, dei direttori, del rappresentante legale nonché dei soci persone fisiche titolari di partecipazione di maggioranza, anche relativa, non siano state adottate misure di prevenzione e cautelari e non sia stata pronunciata sentenza di condanna per i reati di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, per i reati tributari, antitrust, tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Il Rating di legalità, inoltre, non può essere rilasciato alle imprese destinatarie di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive. L’impresa deve impegnarsi al rispetto dei contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria in data 10 maggio 2010, utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per somme di importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge, avere un sistema organizzativo conforme alla L.231/2001 (maggiori dettagli relativi al rating disponibili al link http://www.agcm.it/rating-di-legalita.html).