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A partire dal 14 febbraio 2014, la nostra società, controllata da QUI! Group S.p.A., cambia la propria storica denominazione sociale da Q.N. Financial Services S.p.A. a QUI! Financial Services S.p.A..

La scelta nasce dal desiderio di rafforzare la visione comune, i valori e la cultura d’impresa del nostro Gruppo. Per questo è stato realizzato anche un nuovo marchio mantenendo i colori base di QNFS e introducendoli nel logo di QUI! Group, a indicare contemporaneamente l’identità aziendale di QUI! Financial Services e l’appartenenza al Gruppo.

La nuova denominazione ed il nuovo marchio saranno adottati appena possibile e non modificheranno in alcun modo i termini e le condizioni dei contratti stipulati con QN Financial Services dai nostri clienti. 

Genova, 14 febbraio 2014

 

 

“Scandicci family card”: la prepagata ricaricabile per acquistare in città

Una carta prepagata ricaricabile del circuito Mastercard riservata ai cittadini di Scandicci, per fare acquisti nei negozi convenzionati che esporranno il logo identificativo. Grazie alla carta fidelity “Scandicci family card” i clienti quando acquisteranno otterranno sconti – secondo la modalità della ricarica di somme da spendere all’interno del circuito di negozi – e al tempo stesso potranno finanziare attività sociali sul territorio. L’iniziativa è dell’assessorato allo Sviluppo economico del Comune di Scandicci e di Confesercenti, con la collaborazione del Centro commerciale naturale Città Futura. La card prepagata ricaricabile sarà presentata nell’ambito della Fiera di Scandicci (dal 5 al 13 ottobre); inizialmente le carte distribuite saranno mille.

“E’ un esempio di come sia possibile fare sistema all’interno di una città – dice l’assessore allo Sviluppo economico Andrea Giorgi – l’iniziativa del Comune e dei commercianti va incontro alle esigenze delle famiglie che potranno usufruire di un maggiore potere d’acquisto, favorisce il tessuto sociale grazie alla possibilità di finanziare attività a Scandicci, e al tempo stesso incoraggia la fidelizzazione della clientela in un tessuto commerciale che punta sempre più alla qualità dell’offerta e alla varietà dei servizi. Questi obiettivi non si potrebbero ottenere se ogni negoziante si muovesse per conto proprio e se non ci fosse un rapporto costante e costruttivo tra commercianti e Amministrazione”.

I cittadini titolari di “Scandicci family card” avranno a disposizione un sito web per l’home banking dal quale sarà possibile effettuare varie operazioni.

“Ai possessori la card offre l’opportunità di sconti particolari ed estremamente interessanti presso gli esercizi commerciali convenzionati – dicono il Presidente comunale di Confesercenti Ugo Cardella e il Presidente di Città Futura Andrea Cipriani – l’obiettivo è di far usufruire ai cittadini di agevolazioni sugli acquisti di prodotti di assoluta qualità, e ai commercianti la possibilità di sviluppare la propria attività. E’ un’iniziativa importante sia sotto l’aspetto sociale, che economico e dell’integrazione tra commercio e città”.

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LIVESICILIA.IT – 05 Agosto 2013

Aeroporto, riaprono le poste
La Gesap, ha aggiudicato, in via definitiva, la sub-concessione del locale ex Poste Italiane per le attività dello sportello postale al raggruppamento temporaneo di imprese composto dalla Smmart Post srl di Palermo (mandataria) e dalla Q.N. Finalcial Services spa di Genova (mandante).

PALERMO – Riaprirà l’ufficio postale all’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino. La Gesap, la società di gestione dello scalo aeroportuale palermitano, ha aggiudicato, in via definitiva, la sub-concessione del locale ex Poste Italiane per le attività dello sportello postale al raggruppamento temporaneo di imprese composto dalla Smmart Post srl di Palermo (mandataria) e dalla Q.N. Finalcial Services spa di Genova (mandante). Il nuovo sportello postale sarà operativo da settembre e colma il vuoto lasciato a fine 2012, senza preavviso, da Poste Italiane che ha deciso di chiudere il presidio in aeroporto, all’interno di un processo di razionalizzazione della rete provinciale. ”Così come è stato per la riapertura dell’edicola, e adesso per l’ufficio postale, la Gesap ha reintrodotto in aerostazione alcuni tra i servizi più importanti per i passeggeri in transito – dice Fabio Giambrone, presidente della Gesap – A breve ci saranno novità anche sull’apertura di nuovi spazi commerciali, per far sì che l’aeroporto diventi più funzionale e accogliente”.

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L’istituto di pagamento del Gruppo Qui! Group è il Primo a guadagnare il riconoscimento dall’Agcom

Genova, 26 luglio 2013. QN Financial Services del Gruppo Qui! Group è il primo istituto di pagamento ad aver ottenuto il “Rating di Legalità”, introdotto nel nostro paese dal Governo con Decreto Cresci Italia (art. 5- ter, DL n. 1/2012), di cui l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è soggetto attuatore.

Nato da una proposta di Confindustria ad inizio 2012, con l’obiettivo di conferire alle imprese virtuose un titolo ufficiale per poter richiedere crediti bancari e finanziamenti pubblici, il rating di legalità sancisce il riconoscimento ufficiale del valore etico di un’impresa che valorizza la legalità.

L’ottenimento del Rating di Legalità per l’istituto QN Financial Services, arriva in un clima di riforma del Mercato economico a livello comunitario. In questi giorni, è al vaglio dell’Unione Europea la proposta di fissare un tetto alle commissioni interbancarie con carta e la revisione di alcuni provvedimenti atti ad riequilibrare il mercato dei pagamenti.

Per il presidente di Qui! Group, Gregorio Fogliani, “con quest’ultimo riconoscimento vogliamo dimostrare il nostro impegno costante, non solo in campo d’innovazione tecnologica, ma anche in ambito etico. Allo stesso tempo – prosegue Fogliani – ci auguriamo di non dover incontrare ulteriori difficoltà nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, che spesso, nel momento di dover accettare transazioni provenienti da questi nuovi soggetti economici,  dimostra di riconoscere a fatica il ruolo strategico degli istituti di pagamento sul Mercato, favorendo di fatto una situazione in cui continuano a dominare gli istituti bancari. L’autorizzazione per alcune società, come QN Financial Services, ad operare come Istituti di pagamento, infatti, – conclude Gregorio Fogliani – permette alle aziende private di sfidare l’oligopolio delle banche, ampliando l’offerta dei servizi da erogare ai consumatori finali”.

Con l’arrivo dei nuovi Players, infatti, si prevede un arricchimento dell’offerta e dell’aumento della qualità dei servizi legati ai pagamenti, mentre il vero sviluppo del settore potrebbe arrivare dalle nuove tecnologie e dal mobile payment, dato che l’Italia è al primo posto al mondo per la diffusione di cellulari.

 

LINDRO.IT – 19 Luglio 2013

Ridurre l’evasione fiscale e rilanciare l’economia
Più carte di credito e meno cash

Parola d’ordine: più carte di credito e meno cash. Se vogliamo davvero dare un taglio all’evasione fiscale e rilanciare la crescita nel nostro Paese dobbiamo abbandonare sempre di più il contante a vantaggio della moneta elettronica. È quanto emerge da una ricerca promossa da I-Com, l’Istituto per la Competitività, presentata ieri a Roma e confermata da tutti i dati in circolazione.

Basterebbe poco: se nel nostro Paese circolassero 10 milioni di carte in più, il sommerso subirebbe un crollo del 3,6% e si riuscirebbero a recuperare oltre 5 miliardi di euro dal nero. Un vantaggio per le esanimi casse dello Stato, che, tradotto, significherebbe meno pressione fiscale e, in prospettiva, più servizi.

1 milione in più di carte coinciderebbe, in media, con un aumento del Pil dello 0,65%, pari a oltre 10 miliardi di euro, e porterebbe a un calo dello 0,36% della cosiddetta ‘black economy’. Se a questo aggiungessimo 15 euro in meno di prelievo medio presso gli sportelli bancomat avremmo una contrazione dell’economia sommersa superiore a 23 miliardi di euro, con un conseguente maggior gettito di 9,8 miliardi di euro. Contestualmente, si potrebbe registrare un recupero dell’evasione fiscale pari a 15 miliardi di euro ogni anno.

Secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, nel 2011 in Italia in circolazione c’erano oltre 13 miliardi e 600 milioni di banconote per un valore di 815 miliardi. Di queste, ogni anno, ne vengono rimpiazzate tra 6 e 10 milioni. Sul fronte delle monete, ne circolavano 91 miliardi e oltre 800 milioni di esemplari, per un valore di quasi 22 miliardi di euro. E gli italiani amavano ancora molto il contante, utilizzandolo per il 44% della loro spesa totale, percentuale anche più alta per le famiglie del Sud e in generale con minori disponibilità economiche. Le operazioni pro-capite con strumenti alternativi al contante, sempre nel 2011, sono state 68, contro le 182 dei Paesi dell’area euro. Se poi si escludono i pagamenti cartacei come assegni, bonifici, bollettini di conto corrente del circuito postale, il divario si allarga: 51 operazioni elettroniche per abitante in Italia contro le 168 dell’Eurozona.

Ad oggi, la percentuale non è variata di molto, ma ci sono ottime prospettive di crescita, anche grazie all’aumento di strumenti innovativi e dell’utilizzo di Internet. Il numero di carte di credito circolanti è di 74 milioni di unità, più di una per abitante. Secondo la più recente mappatura, sono 34,2 milioni le carte e 33 milioni i bancomat, il 57% dei quali al Nord, contro il 22% del Centro e il 21% di Sud e Isole.

Merito soprattutto della grande diffusione delle carte di debito e delle prepagate con funzioni di conto, che hanno visto una rapida impennata grazie alla crescita delle operazioni online e che presentano l’indubbio vantaggio di consentire pagamenti in Rete facili, veloci e sicuri, e di includere nel sistema finanziario le fasce della popolazione meno agiate. Secondo una ricerca appena realizzata da Ipsos/ISPO per Sisal, la moneta elettronica è dunque entrata nella quotidianità degli Italiani, anche grazie alla riduzione della soglia dei pagamenti in contanti a 1.000 euro.

In questo contesto, ci spiega Maurizio Pimpinella, Presidente dell’Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica, “è partita da un paio d’anni, quasi in sordina, la sfida alle banche, e ora sta entrando nel vivo. I nuovi protagonisti in campo sono i cosiddetti ‘Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica’”.

Presidente Pimpinella, cosa sono esattamente questi Istituti?

Sono enti non bancari che però sono autorizzati da Banca d’Italia ad effettuare servizi per il consumatore e l’azienda, come la gestione di conti di pagamento, i bonifici, i Rid, bollette e bollettini e l’emissione e ricarica di carte di pagamento. In sostanza, una specie di ‘quasi banca’ che però non raccoglie risparmi, non suggerisce investimenti, non presta denaro, ma offre soluzioni alternative in concorrenza con il sistema bancario e postale.

Chi è già entrato in questo nuovo business?

Sono soggetti molto diversi tra loro, quali finanziarie, imprese della grande distribuzione, del turismo, dei trasporti e delle telecomunicazioni. Si tratta di un mercato in continua evoluzione, nonostante la crisi. Ad oggi gli Istituti operativi sono 56, di diversa derivazione: nel mondo del turismo AirPlus del gruppo Lufthansa, nel settore dei buoni pasto QN Financial Service del gruppo QuiGroup, della Grande distribuzione FactorCoop, delle poste private CityPostePayment, Paytipper, Sisal e Lottomatica per i servizi e gambling, Infocamere per i servizi alle imprese, Western Union e Moneygram per il money transfer. E ancora: Compass del gruppo Mediobanca per soluzioni personalizzate di pagamento, Cartasi, American Express e Diners per l’emissione di strumenti di pagamento tradizionali, BNL Positivity e Setefi del Gruppo Intesa San Paolo per l’accettazione delle carte di pagamento presso punti vendita ed imprese, Cabel, MoneyNet, C-Card.

Qual è il futuro per questi Istituti?

A mio parere il focus di questi grandi retailer ora è sulla costruzione del rapporto con i propri clienti nel lungo periodo, approcciandoli in termini di flussi e di reti e non di territori da catturare. I gruppi bancari e Poste Italiane sono consapevoli del fatto che al di là del probabile decremento dei prezzi delle transazioni di base, l’arrivo dei nuovi players determinerà un arricchimento dell’offerta e dell’aumento della qualità dei servizi.

Non c’è dubbio che in Italia, rispetto ad altri Paesi europei, le opportunità di business sono enormi, anche se restano ancora da colmare alcuni gap profondi, come quelli tra Nord e Sud…

Per ridurre questo gap credo che un contributo fondamentale arriverà dalle nuove tecnologie e dal mobile payment, che saranno i nuovi driver per lo sviluppo del mercato dei pagamenti in Italia. Non dimentichiamo che il nostro Paese è al primo posto nel mondo per la diffusione di cellulari e agli ultimi in Europa per i pagamenti elettronici: il 90% della popolazione preferisce il contante. Inoltre, le vendite record di smartphone e la crescita a doppia cifra dell’e-commerce potrebbero spingere gli italiani a cambiare rapidamente le proprie abitudini di acquisto, al punto da pagare un caffè al bar con il telefonino. Un mercato potenzialmente molto interessante per chi entra: basti pensare ai 21 miliardi di transazioni in contanti sotto i 20 euro che si effettuano all’anno in Italia.

E l’Europa che fa?

Per il momento Bruxelles ha già definito alcune misure per regolare la competizione a livello comunitario, sia per quanto riguarda gli Istituti di Pagamento sia per gli Istituti di moneta Elettronica, i tradizionali gestori di carte di credito per intenderci, già presenti da tempo nel nostro ordinamento giuridico.

Concretamente quali sono queste misure?

La prima è la Sepa (Single euro payments area), entrata a regime dal 2008, che mira ad estendere il processo d’integrazione dei pagamenti al dettaglio in euro effettuati con strumenti diversi dal contante, per favorire l’efficienza e la concorrenza all’interno dell’Eurozona. La seconda è la Psd (Payment Services Directive), recepita in Italia a marzo 2010, che da una parte regola le condizioni dell’offerta dei servizi di pagamento all’utenza finale, cioè cittadini, imprese, Pubblica Amministrazione, e dall’altra abilita una nuova categoria di operatori all’offerta di servizi di pagamento all’interno dell’Ue. La terza, infine, è la nuova direttiva sulla moneta elettronica che offre il necessario quadro giuridico e stabilisce i nuovi rapporti che intercorrono fra le banche ed i loro clienti. Sono tre misure complementari. Anche se la vera novità è quella introdotta dalla Psd, che, oltre ad aumentare la concorrenza riducendo il prezzo delle transazioni, si applica a sei diverse categorie di soggetti interessati ai servizi di pagamento, inclusi i nuovi players non bancari: le cosiddette ‘payment institutions’, che hanno propri perimetri d’azione strettamente controllati e statuti autorizzati. Per la prima volta, quindi, soggetti aventi anche natura commerciale, come ad esempio imprese di telefonia mobile e Gdo, possono offrire servizi di pagamento assumendo la qualifica di Istituti di Pagamento o Istituti di Moneta Elettronica.

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